Published: Ago 11 Posted Under: Maschere Veneziane, Arte Veneziana, Curiosità

Alcune maschere veneziane della tradizione: Bauta, Moretta, Dottor Peste

Abbiamo già parlato delle maschere nella Commedia dell’Arte, adesso vorremmo soffermarci su alcune maschere veneziane della tradizione: Bauta, Moretta e Dottor Peste.

 

Partiamo dalla Bauta, vero e proprio simbolo della tradizione veneziana. La Bauta è il tipico travestimento veneziano, utilizzato quando la priorità è non farsi riconoscere. Grazie alla sua forma - una maschera bianca le cui labbra sono deformate - non solo è impossibile farsi riconoscere, ma anche la voce risulta un po’ sfalsata. Il travestimento completo prevede che, insieme alla Bauta, si debbano indossare anche un mantello nero che avvolga tutto il corpo e il tricorno, ossia uno speciale cappello a tre punte. La bauta può essere indossata da chiunque: giovani e anziani, uomini e donne, ricchi e meno abbienti, con quel travestimento siamo tutti uguali e ci si può allontanare dalla propria reale identità. Non è ancora chiaro se il termine bauta derivi dal verbo tedesco behüten (proteggere) o dall’onomatopea babau, usata per spaventare i bambini; l’unica certezza è che era l’unica maschera col permesso di circolare sempre per le calli e piazza San Marco.

 

Moretta: la Moretta è un travestimento riservato alle femmine. Originaria della Francia, la Moretta era una maschera di velluto nero dalla forma ovale e indossata tenendo un bottone tra i denti all’altezza della fessura della bocca: questo particolare sistema impediva alla donna di parlare liberamente, cosicché decidesse di farlo solo quando pienamente convinta del suo interlocutore e, di conseguenza, pronta a mostrare il suo viso. Nei primi tempi, era indossata solo dalle donne che andavano a recar visita alle monache. Ben presto, però, la Moretta cominciò ad essere indossata anche in contesti molto più profani come, ad esempio, il Carnevale. Gli uomini erano molto attratti dalle donne che indossavano la Moretta in quanto venivano considerate misteriose e altamente seduttive.

 

Diversa dalle due maschere precedenti è quella del Dottor Peste. Il travestimento comprende una maschera bianca con un becco talmente ricurvo da coprire tutto il viso di chi la porta e un mantello nero di lino lungo fino ai piedi. La testa era ricoperta da un cappello mentre le mani erano protette dai guanti.
Com’è intuibile dal nome, il costume serviva per proteggersi della peste: i medici, infatti, utilizzavano questo abbigliamento per non essere contagiati, mentre il becco non era altro che un contenitore di erbe mediche da usare nella speranza che i pazienti potessero guarire. Speranza che, per la maggior parte delle volte, si era rivelata vana.
Per questo motivo il dottor Peste non può essere associato al lato divertente del Carnevale, bensì al lato tragico.

 

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